martedì 3 maggio 2016

#57 Sognare fuori dalle lenzuola!

"Da questo tuo viaggio ho capito che nella vita c'è chi è nato per volare e chi per stare a terra e non si possono chiudere le ali a chi è nato per volare. I tuoi sogni sono differenti dai miei, ma rispetterò qualunque decisione prenderai lungo il tuo cammino." -Messaggio di una mamma, alla figlia, dopo aver passato nove mesi senza vederla, e doverne aspettare ancora uno. Messaggio di una mamma, LA MIA MAMMA!

Sono passati nove mesi, e vorrei riuscire a scrivere di tutti quei momenti di merda passati a piangere, di tutte quelle notti insonni a pensare, di tutte quelle volte che ho scritto un post che non ho mai pubblicato, vorrei poter descrivere cosa si prova quando non si capisce e quando non si viene capiti, quando si ha diciassette anni ma ci si esprime come se se ne avessero 2, tutte le volte che si sorride ma si vuole piangere, tutte le volte che camminando a testa alta ma ti è sembrato di cadere. Vorrei poter descrivere cosa si prova quando inizi la tua avventura e non è niente di tutto quello che avevi pensato, quando il mondo ti cade addosso, quando le tue certezze crollano, e tu sei in ginocchio cercando di rialzarti...
E poi vorrei poter descrivere come ci si sente quando le cose cambiano, quando stai correndo, volando, sognando e non hai il vento contro, quando tutto sempre essere dalla tua parte, vorrei poter riuscire a descrivere il rapporto con una famiglia che nel mio caso non conoscevo tre mesi fa, perché alla fine il posto non è importante, la differenza la fanno le persone.
Vorrei poter descrivere le lacrime di gioia e dolore quando vedi i giorni volare, quando vedi la fine di tutto questo così vicina.
Vorrei parlarne, raccontare, ma alla fine se non vivi non puoi capire, non puoi capire come ci si sente, non puoi capire le emozioni che si provano e la paura di non poterle rivivere mai più.
Un'esperienza come questa ti porta a sognare fuori dalla lenzuola, il piccolo mondo ora non basta più, questa esperienza è come una chiave che apre la porta del mondo.

Così piccoli in un mondo così grande, in un mondo che fa paura, e come il futuro non ci danno stabilità o sicurezza, e così ci si abitua ad affrontare le cose giorno dopo giorno.
Ma se sogni fuori dalla lenzuola non ti piace fare le cose passo dopo passo, ti piace tuffarti, immergerti nelle cose e trovare il modo per venirne fuori, ti piace vivere, andare all'avventura e come un bravo cittadino del mondo ti ritroverai sicuro e stabile ovunque, perchè hai bisogno solo di te stesso per esserlo! Questa è una delle cose più importanti che ho imparato in questa esperienza! Quando esci dalle mura di casa, quando esci dalla tua realtà, dalla tua bolla inizierai a vivere e a conoscerti, scoprirai i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli, scoprirai i tuoi limiti e imparerai ad oltrepassarli.

In molti vedono l'anno all'estero come un modo per imparare una lingua, senza contare tutte le lezioni di vita o tutti i cambiamenti che hai fatto per sopravvivere, alla fine del tragitto, alla fine del viaggio, ti rimarrà molto di più della lingua, per questo io consiglio di andare, partire, allontanarsi dal proprio mondo ed iniziare ad esplorare, vedere le cosa da una prospettiva diversa.
Solo dopo che lo avete fatto potrete capire tutti i sentimenti che ho provato, le emozioni, quelle belle e quelle brutte, tutti i pianti e le risate. Sono cose che puoi capire solo se le vivi, se come me sei una persona che sogna fuori dalle coperte!

lunedì 18 aprile 2016

#56 PROM!!

Il sogno di vivere in un film si è avverato, il PROM, il tanto atteso ballo di fine anno. Come si vede nei film ed anche meglio, a differenza del Homecoming e del WinterFormal, il Prom è stato spettacolare, ed ha racchiuso al meglio l'esperienza americana.

Il Prom è un ballo scolastico alla quale nella mia scuola possono partecipare solamente i ragazzi degli ultimi due anni, Junior e Senior. Come anche negli altri due balli il ragazzo invita la ragazza, e come al solito io ho preferito andarci con le mie amiche (RAGAZZI ITALIANI TUTTA LA VITA!).
Per questo ballo solitamente si tende ad avere un vestito lungo, per il quale alcune ragazze arrivano a spendere anche 500$. Io dopo varie avventure sulla ricerca del vestito perfetto sono finita con il farmelo prestare...


Il diluvio universale non ha di certo aiutato a rendere quella giornata speciale, ma mi ha assicurato la febbre il giorno dopo... 

Come sempre c'è stata la cena con le amiche, e poi siamo andate a vedere la sfilata di tutte le coppiette che sfilavano per uno dei giorni più importanti del high school. Dopo la sfilata, c'è stato il ballo, musica fortunatamente decente e ho mostrato che fortunatamente si può ballare e divertirsi anche senza "Grinding", che ha quanto pare sembra essere l'unico modo che conoscono di ballare... 

Mi sono sentita un po' come Cenerentola, perché a mezzanotte era tutto finito, e le scarpette non le ho perse le ho semplicemente levate e tirate in un angolo dopo due ore che ballavamo! 

Questo è un piccolo riassunto di quello che è stato il mio Prom, ma questa è una di quelle cose che devi vivere per capire, io fortunatamente posso spuntarla dalla mia Bucket list.


mercoledì 23 marzo 2016

#55 Il diritto di viaggiare.

Mi ritrovo in un mondo che mi fa paura, un mondo he mi sta rubando i sogni, un mondo di cattiverie, odio, paura, un mondo che mi spaventa perché' un attimo di serenità può trasformarsi in terrore!
Nel momento che viene attaccato un aeroporto, ci viene portato via il diritto di essere liberi, la possibilità' di scoprire, imparare, la possibilità di andare dove i piedi non ci possono portare.

Quando parlo di liberta' mi vedo con valigia e passaporto, quando parlo di liberta' immagino tutte le cose che si possono imparare viaggiando e che la scuola o un libro non potranno mai insegnarti, libertà  e' la possibilità di esprimere cosa si pensa, e sapere come farlo.
Non dobbiamo permettere a nessuno di levarci il diritto di essere liberi, il diritto di poter andare oltre a quella stupida linea immaginaria che divide stati e cataloga persone per lingua, colore e religione.
Quando ti levano il diritto di essere libero, ti levano il diritto di imparare, di guardare le cose con i tuoi occhi, di avere pensieri diversi dalla massa, levandoti il diritto di imparare, ti levano la possibilità di coltivare le tue idee e i tuoi pensieri, così da creare un branco di pecore incapace di pensare, di ribellassi, un branco di ignoranti pronti a giudicare senza il minimo fondamento.

Viaggiare mi ha insegnato il vero valore dell'apparenza, mi ha insegnato a non giudicare, mi ha insegnato a vivere con persone che hanno tutto e con persone che non hanno niente, mi ha insegnato a convivere con persone con diversi pensieri, diverse abitudini, diversa religione e razza, mi ha insegnato ad andare oltre a quegli stupidi stereotipi che la società ci impone.
Viaggiare mi ha insegnato che le droghe non sono l'unica cosa a creare dipendenza, ma lo sono anche tutti quegli odori e sapori che scopri solo quando viaggi, lo sono i sorrisi e gli occhi di tutte le persone che hai incontrato, lo sono le notti insonni perche' ad un letto nuovo non ci si abitua mai.

Non bisognerebbe mai smettere di viaggiare, anche se si ha paura, non bosogna permettere a nessuno di rubarti le sensazioni che si prova solo viaggiando. Perche' ogni valigia piena, ogni timbro sul passaporto, ogni aereo preso stanno a rappresentare la persona che sei diventata.



sabato 19 marzo 2016

#54 Sette mesi...

Ci si tuffa, con la mente senza pensieri, tutto così intenso, breve, affascinante, non si ha neanche il tempo per respirare, non si può respirare, secondi, minuti, ore preziose sprecate, bisogna dare il meglio, mostrare tutto ciò che si sa fare ed imparare il più possibile, tutto in quel piccolissimo arco di tempo. Non importa quanto si è stanchi, non importa se ti manca l’aria, non si sente il dolore, si ha così poco tempo per pensarci, sorriso a trentadue denti e tutto in un fiato fino alla fine! Ed alla fine non importa il dolore o la stanchezza, vuoi solamente rifarlo, ora ne sei dipendente!

Ora indovinate che cos’è…

Sette mesi fa vi avrei descritto una gara di nuoto sincronizzato, ora vi sto descrivendo l’anno all’estero dal il mio punto di vista, un punto di vista che è cambiato con il tempo, si è evoluto insieme alla mia persona. 
L’anno all’estero è un po come una gara, ti tuffi ad occhi chiusi, senza pensare a nulla, perché quando inizi a pensare sei fottuto, e dopo pochi secondi ti ritrovi immerso di pensieri, problemi, avventure, ed ora sta a te risolvere tutto, stai stanco, avvilito, dolorante, ma non importa perché non hai tempo per riposarti, se ti fermi sei perduto, così vai avanti… Sul finale accadono le cose migliori, ti guardi intorno c’è chi spera che tu cada, fallisca, c’è chi tifa per te, e c’è chi lotta con te. E poi tra tutta questa gente ci sei tu, che stai crescendo tra i tuoi dolori e la tua stanchezza perché non hai mollato, ci sei tu che finalmente ti stai divertendo, ma purtroppo è finita, ed oramai ne sei dipendente! 
Tutto finisce, dopo 228 giorni negli Stati Uniti, Colorado, Montrose… Una città che forse sono l’unica a conoscere, ma che mi ha dato tanto, e così ad un soffio dal mio ritorno non so se mi spaventa di più rimanere o tornare.
Mi sono sempre chiesta cosa spinga tutti gli exchange student a non voler più tornare ed ora io posso assicurarvi dal mio punto di vista che: non voglio tornare perché amo la mia nuova vita, amo i miei nuovi amici, amo la mia nuova me ed allo stesso tempo sono così spaventata di tornare, così spaventata di trovare cambiamenti, perché alla fine parliamoci chiaro, tutto cambierà! Tutto cambierà perché saremo noi i primi ad essere cambiati. Saremo noi i primi ad aver bisogno della nostra libertà e ad aver paura della solitudine allo stesso tempo. 

Io una tra le tante cose che ho imparato è che i legami con le persone, gli oggetti i luoghi ti impediranno di essere libero, perché non esiste libertà senza solitudine, il problema è che non è facile convivere con la solitudine...

lunedì 22 febbraio 2016

#53 CAMBIO DI FAMIGLIA

14 Febbraio 2016, come ogni domenica mattina stavo parlando con i miei genitori degli State, che non erano andati benissimo, ma che erano stati molto divertenti, una di quelle esperienze che quando sei in un team non puoi non provare... Comunque stavo parlando, ed il mio telefono comincia a squillare, guardo era il numero della mia local coordinator, e subito mille domande: cosa ho fatto? cosa c'è che non va? Rispondo, e dopo quei dieci secondi che mi ci vogliono per cambiare lingua, inizio a capire. Ha iniziato dicendomi, non è colpa tua non hai fatto nulla di male, la vita può cambiare e non possiamo controllarla, e poi mi dice LA TUA FAMIGLIA NON PUO' PIU' TENERTI...
Dopo sette mesi che vivi con quella famiglia, in quella casa, dopo sette mesi che hai costruito la tua quotidianità, ti viene strappato tutto da sotto le mani e tu puoi solo pensare: STESSA AVVENTURA PARTE 2, che i giochi abbiano inizio!
Senza pensarci due volte dico che c'è questa mia amica che vorrebbe ospitarmi, sono persone molto gentili, dolci, disponibili e così inizia una settimana di chiamate, documenti, applicazioni. Sembrava come se fosse ricominciato tutto, tutta l'euforia di ripartire, di cambiare.
Ho iniziato a dormire qualche notte in quella che sarebbe stata la mia nuova casa ed era tutto diverso, sentivo come se mi fosse mancato qualcosa per molto tempo. Ho iniziato finalmente a sentirmi parte di qualcosa, l'atmosfera era diversa, mi sentivo e mi sento in un modo che non si può neanche spiegare.
Ora ho una sorella che è un anno più piccola di me, con la quale ho fatto nuoto e crossfit insieme, continueremo a fare crossfit durante marzo ed inizieremo a fare lacrosse insieme ad aprile, passiamo serate intere a guardare film e piangere, ci facciamo le unghie i capelli e poi usciamo.
Il sogno di ogni exchange student!


Ma a volte ci dimentichiamo che dietro tutto questo c'è pur sempre una teenager, che si trova ad affrontare tutto da sola, con pensieri contrastanti, rabbia, entusiasmo, tristezza, malinconia, felicità, tutto insieme e a volte ti chiedi se veramente si può reggere tutto questo senza scoppiare! Perché quando sei un exchange student non puoi avere quelle giornate no e iniziare a strillare piangere ed essere incazzato con il mondo, quando sei un exchange student non puoi comportarti come un adolescente, non puoi pensare e reagire come tutti i tuoi coetanei. Quando sei un exchange student impari a convivere con pazienza, maturità e comprensione.
Ci sono giorni che rimpiango quella parte da adolescente che è stata quasi cancellata in me, ci sono giorni dove vorrei strillare e piangere, giorni che vorrei dire no questo non lo faccio, giorni che non voglio pulire nulla e vivere nel mio disordine, giorni dove il letto è il mio migliore amico. Ma quando la mattina la sveglia suona e mi alzo senza dire una parola, perché non ci sono mamma e papà a chiamarmi altre e trecento volte, quando a tavola non c'è nulla e mi preparo il pranzo, perché non c'è nessuno a cui gridare HO FAME, quando lavo, stiro e passo l'aspirapolvere perché se non lo faccio io non ci sarà nessuno che mi metterà le mutande pulite nel cassetto, quando faccio tutto questo sono fiera di me!
Partiamo tutti con l'obbiettivo della lingua, senza sapere che alla fine ci lascia molto più di quello...

                        

martedì 2 febbraio 2016

#52 Ultimo giorno di gennaio!

Da dietro la finestra la neve sembrava incredibilmente leggera e delicata, essa diventava sempre più compatta ogni volta che un fiocco arrivava a terra, luccicante e silenziosa cresceva sempre di più. Ma poi uscii in giardino e mi stupii nello scoprire quanto fosse ruvida e resistente, sembrava composta da piccolissimi pezzi di diamante, la neve in superficie era più morbida confronto a quella in profondità. Era talmente accecante che non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Come si può chiamare tempesta qualcosa di così affascinante...

Ultimo giorno di gennaio, e fuori questa grande tempesta di neve rispecchia perfettamente i miei pensieri, ma pensieri riguardo cosa? Tutto, niente, qualcosa di leggero che poi tormenta la mente, cresce e diventa un pensiero costante, oppure qualcosa di frivolo che per quell'attimo si posa come la neve più morbida sulla superficie per allietare i pensieri più importanti. 
Ma quali sono i pensieri più importanti? Certamente scrivere un post del blog decente senza storpiare l'italiano, ed aver bisogno di un traduttore per capire cosa scrivo! Pensieri sul futuro che sembra così lontano, irraggiungibile, come quando provi a correre tra la neve e sembra di non raggiungere mai l'obbiettivo. Oppure sulle mie paure... tutti hanno paura di qualcosa ed io per capire la mia ci ho messo un bel po'. "Paura dell'oblio", paura di essere dimenticati, di essere quell'uno tra tanti... Vorrei poter lasciare una traccia ovunque vado, essere quella persona non una persona, vorrei poter essere ricordata per tutte le volte che ho detto e fatto qualcosa... 

Diario di viaggio di un exchange student, sono sei mesi che sono lontana dalla mia quotidianità, dai miei amici, dalla famiglia, da tutte quelle persone che non avevano un ruolo specifico nella mia vita erano solo di contorno e posso assicurare a tutti che di gente che vi scorderà e gente che scorderete ce n'è! E alla fine è anche meglio dare una bella ripulita  alla lista di quelli che consideravate persone vicine! Ma quando arrivano i messaggi dai tuoi amici, messaggi da persone che hai incontrato si e no due volte in tutta la tua vita, messaggi inaspettati, messaggi che ti lasciano senza parole, lì capisci che qualcosa hai lasciato e qualcosa ritroverai, capisci che l'oblio non esiste... Ricorderai sempre quelle persone e quelle persone ricorderanno te, una foto, una lettera, un libro... Certo se abbiamo paura di essere dimenticati da persone che neanche conosciamo è diverso, se vogliamo vedere il nostro nome su un libro di storia, forse è meglio che facciamo qualcosa di più grande di un semplice anno all'estero, ma su quello ci si può sempre lavorare! 

lunedì 25 gennaio 2016

#51 CHI TI CAPISCE E' BRAVO!

E' tanto che provavo a scrive questo post, ma non riuscivo a trovare le parole giuste per descrivere cosa provavo, forse perché non lo sapevo neanche io..
Sono passati quasi sei mesi e sono nel pieno di questa mia seconda vita, nel pieno delle amicizie, delle esperienze, nel pieno di questa quotidianità!
Posso assolutamente assicurare che tra gli alti e i bassi, si arriva ad un punto dove si trova la pace dei sensi, ti sei finalmente stabilizzato, la tua te americana, è perfettamente in simbiosi con tutto ciò che la circonda.
Arrivato a questo punto non riesci a capire se sei totalmente cambiato o hai semplicemente creato un'altra te per questa vita... Io mi ritrovo con due ME, non ne bastava solo una a rompere le palle ce ne sono ben due! Una di queste non vuole più tornare a casa, ha trovato quello che cercava, completamente autosufficiente, sa cucinare, cucire, lavare e stirare, ascoltare, sa alzarsi la mattina alle 4.30 per fare crossfit, scuola, nuoto e poi compiti, senza nessun problema, sa star seduta vicino a persone che dicono cavolate, masticare a bocca aperta e comportarsi come un animale senza avere un esaurimento nervoso! E poi c'è la me italiana, che non si alzerebbe alle 4.30 neanche sotto tortura, che non sopporta le persone idiote, non sopporta chi mastica a bocca aperta o chi scoreggia in un ristorante! Questa me a volte vuole tornare a casa, vuole indietro gli amici, le uscite, lo sport, la famiglia, il dormire fino a tardi!
Nonostante le mie due personalità siano completamente differenti riescono a convivere senza creare tanti problemi, perché la me italo/americana funziona alla grande sempre responsabile, testa sulle spalle ma con quella voglia di divertirsi, e poi l'accento che abbiamo noi italiani quando parliamo inglese è una delle cose più sexy (così dicono...)!

            "Quando fai l'anno all'estero piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai!"



Le amicizie, quelle serate passate insieme a cantare, mangiare, guardare Netflix e giocare a bowling, tutte le volte che con la mia squadra abbiamo preso il bus, ci siamo date forza a vicenda, never give up, just do it! 
Tutte quelle volte che ho detto che la high school americana non era fatta per me per il semplice motivo che non volevo sistemarmi la mattina per andare a scuola, ed ora che non mi sistemo uguale ma magari lascio i capelli sciolti, quella high school dove non impari nulla di storia e geografia, ma si da importanza ad avere delle idee, esprimerle, e portarle avanti, senza che politica e religione possano giudicarti! 
L'armadietto #102 che ho preso a calci così tante volte prima di imparare ad aprirlo ma che mi ha salvato dal mal di schiena.
Il mi sono ingrassata, ma non mi interessa perché nessuno ti dirà che sembri una balena con le gambe. 
Lo scoprire qualcosa di diverso da te ed imparare ad accettarlo, a conviverci, a modellare la tua personalità su quella società che sembrava non poter combaciare con i tuoi pensieri. 
Ed ora ho superato la metà, ora che manca così poco da avere il biglietto aereo tra le mani, ora non voglio più tornare o forse voglio tornare e ripartire per qualche altro posto! 
Viaggiare ti aiuta a capire quanto possa essere bella casa e il calore della famiglia, ma ti aiuta anche a provare emozioni e adrenalina quando mangi un piatto che non sia la lasagna di nonna, quando saluti una persona in modo differente da come avresti fatto nel tuo paese. Ti aiuta a capire quanto ami la tua casa, ma che infondo non vorresti mai averne una, salire su un aereo dopo l'altro, città dopo città, persone dopo persone... 
Vorrei apprendere tutti gli aspetti delle altre culture, assimilare i migliori, avere i pregi di ognuna di esse con l'unico difetto di essere CITTADINA DEL MONDO! 

giovedì 31 dicembre 2015

#50 L'ANNO DEL...

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Il MIO anno, l'anno delle scoperte, delle esperienze, delle partenze, delle amicizie, della rinascita.
L'anno in cui ho preso quella scelta che sembrava così ovvia, così chiara, eppure tutto questo non ha niente di facile e chiaro.
L'anno del mi faccio crescere i capelli, l'anno del anche il caffè ha le calorie, l'anno della neve a Natale, l'anno dove capisci l'importanza di quello che avevi.
L'anno dove ho imparato a fare wakeboard, a cucinare, a fare la lavatrice senza tirare fuori i panni tutti rosa, a credere in me stessa, a sorridere, a piangere.
L'anno del faccio più errori in italiano che in inglese, l'anno del come si dice quella cosa, l'anno del vi prego abbracciatemi, l'anno in cui faccio delle battute che non capisco, RIDATEMI L'UMORISMO!
L'anno delle partite di football, delle cheerleader, degli armadietti e di tutte le volte che li hai presi a calci per aprirli, l'anno del giuro vado a correre NON VOGLIO INGRASSARE!
L'anno di Netflix, del divano e delle coperte, l'anno del CAZZO CI SONO -18 GRADI!
L'anno delle conoscenze, l'anno dove i post su Facebook sono in inglese, spagnolo, francese, tedesco, rumeno, russo, tailandese e cinese, e quando incontri un post in italiano ti meravigli.
L'anno del lasciatemi viaggiare, scoprire, volare, nuotare, camminare, correre...
L'anno degli abbracci e baci lanciati dietro uno schermo del computer, l'anno del voglio tornare, l'anno del non tornerò mai più.
L'anno dei film, libri e giornali in inglese, l'anno del non mi sono mai sentita così libera ed in gabbia allo stesso tempo.
L'anno del mi manchi, delle lacrime, dei sorrisi, l'anno dove il tempo sembra volare e poi non passare.
L'anno dove sogni qualcosa e combatti per averla, l'anno dove tutto sembra acquistare importanza, l'anno degli amici quelli veri, l'anno degli stronzi che spariscono.
L'anno del niente feste il sabato sera, niente aperitivo con gli amici, niente di tutto quello che prima era la tua quotidianità.
L'anno dove il calcio è stato sostituito dal football, i pranzi e le cene con la famiglia da qualche patatina mangiata qua e là, l'anno dove l'acqua viene sostituita dalla pepsi, il pesce dalla carne di alce, i dolci da qualcosa che sa di burro, il caffè da acqua sporca.
L'anno dove stringi tutti i legami che hai e ne spezzi altri.
L'anno che lascerà spazio al 2016.

mercoledì 23 dicembre 2015

#49 La ragazza allo specchio

Mi guardo allo specchio e vedo una ragazza di diciassette anni che quasi cinque mesi fa ha lasciato tutto quello che aveva per andare a studiare in America, Colorado, Montrose… Ha lasciato scuola, amici, famiglia, sport, per creare una seconda vita in un solo anno, nuova famiglia, nuovi amici, nuova scuola, nuovo sport. 
Mi guardo allo specchio e vedo una ragazza con capelli più lunghi, una ragazza che ora porta sempre gli occhiali, che il trucco è quasi un eccezione, una ragazza che indossa vestiti diversi, niente tacchi, niente vestiti, niente camicie, insomma jeans e felpe sono le sue migliori amiche. 
Un adolescente che inizia a pensare  come un’adulta, se proprio così la vogliamo definire, costretta a sorridere ad essere gentile, oramai lontana dagli sbalzi di umore di ogni diciassettenne, lontana dalle litigate con i genitori perché bisogna rientrare a casa a mezzanotte, lontana da quella fatidica frase se non metti apposto tutti quei vestiti te li butto! Perché ora se dicono a mezzanotte a casa non prova neanche a strappare quei cinque dieci minuti, perché ora tutto quello che riguarda la sua vita viene gestito esclusivamente da lei! 
Questa ragazza ogni volta che si guarda allo specchio vede tutte quelle volte che ha preso decisioni importanti da sola, senza i pareri dei genitori, senza consigli, dieci minuti di riflessioni e poi risposta secca sperando che sia la scelta giusta. 
In quello specchio ora c’è una ragazza che ha imparato ad ascoltare, a pensare prima di parlare e a ragionare. Una ragazza che ha sempre i propri pensieri e ideali, ma che ora accetta e ascolta quelli diversi dai suoi. Vi sembrerà una cosa banale ma viaggiando si conoscono persone intrappolate dalle loro idee, incapaci di ascoltare ed accettare qualcosa di diverso, perché hanno paura di sbagliare. 
Questa ragazza ha imparato a sbagliare e a non vergognarsene, quando si impara un’altra lingua gli errori saranno i vostri più cari amici, nella vita in generale si commettono errori, e non c’è cosa più difficile di ammetterli e superarli, ma ora la ragazza riflessa nello specchio va fiera dei propri errori.
Ha imparato a dire grazie, mi dispiace, scusa, prego… parole che le persone a volte dimenticano…
Quella ragazza ora è sempre felice, perché ha capito che la felicità dipende solamente da se stessa, ha imparato ad apprezzare e prendere il meglio da ogni minima cosa. 

Quella ragazza che spesso viene trattata come un’ adulta, ma che ancora ama guardare i cartoni della Disney, abbracciare un peluche, ed immergersi in un libro. Quella ragazza che vuole comportarsi come un’adulta, ma ancora ha così tanto da imparare, da capire, ancora ha così tanto da sbagliare, perché infondo ha solo diciassette anni! 



NEVER GIVE UP!

venerdì 18 dicembre 2015

#48 Secret Santa

Il Natale è il periodo dell'anno che preferisco, si trova il tempo per fare tutto, per leggere un bun libro sotto una coperta davanti il camino, guardare un film in compagnia, e soprattutto passare del tempo in famiglia. Pensando al Natale, non posso non ricordare casa dei nonni, dove ogni anno, non importa quanti anni hai ma fai l'albero e il presepe, apparecchi la tavola, e aiuti o semplicemente osservi nonna mentre prepara il grande cenone.
Il calore del camino, l'odore di casa, la sensazione che in momenti come questi non può andare storto niente, tutti intorno ad un tavolo, maledicendo il tempo che passa, ricordando quanto fosse bello essere un bambino che crede in Babbo Natale.

Ma tutti i bambini crescono, e a volte quei bambini che avevano come unico desiderio quello di incontrare Babbo Natale, iniziano ad avere bisogno di allargare i propri confini di scoprire cose nuove, anche se questo comporta non passare le feste a casa, tra l'affetto, gli odori e i sapori della propria famiglia. 

E così ti ritrovi a convivere con quegli che sono le tradizioni americane, luci su ogni casa, canzoni di Natale in ogni locale, decorazioni in ogni giardino. Conosciamo l'America per essere il paese dei giganti, tutto è abnorme e lo è anche il Natale. 

Ci sono degli elfi che abitano le case di ogni bambino dal 1 dicembre al 24 dicembre, l'elfo di casa mia si chiama Bernard ed ogni mattina fa uno scherzo, lo puoi trovare attaccato al muro, che mangia caramelle, che gioca con il dentifricio... Questo piccolo elfo è ciò che sostituisce la letterina, perché sarà lui a dire a Babbo Natale se i bambini sono buoni o cattivi e quali regali desiderano. 


Avete presente quei maglioni, o magliette orribili, che le persone indossano nei film di Natale? Qui le persone li indossano veramente, maglioni, verdi, rossi, bianchi, blu, con disegni raffiguranti il Natale! 
Ogni volta che ne vedo uno il buon gusto da italiana che in me viene violentato. 

Non c'è cosa più bella di passare il Natale tra la neve, anche se sto ibernando con meno tredici gradi, e le persone che mi dicono che l'inverno deve ancora arrivare.

Riguardo il Natale non credo che gli americani abbiano delle vere e proprie tradizioni, perché ognuno si organizza in modo diverso, c'è chi non festeggia la vigilia, chi fa la colazione la mattina di Natale, o chi come me il ventiquattro a sera andrà a mangiare cinese, mangiare cinese in America a Natale, c'è qualcosa che non quadra...
Ma nonostante questo di solito sia un periodo un po' malinconico per tutti gli exchange student, io mi sento pronta a fare qualsiasi tipo di esperienza, sciare, snowboard, slitta, andare a cavallo sotto la neve, mangiare tutti i biscottini ch mi ha mandato la mia famiglia...

Anche se non ci sono tradizioni come le nostre, le persone vestite a partire dal 1 dicembre rigorosamente in tema natalizio ( andrò anche io a comprare uno di quei maglioni! Giuro!), le luci su ogni casa, le decorazioni nei giardini e le canzoni che vengono trasmesse in ogni locale mi fanno sentire sempre di buon umore.

Con le mie compagne di squadra abbiamo fatto una cosa che si chiama Secret Sister Santa, dove praticamente ogni ragazza riceve una compagna di squadra alla quale dovrà regalare ogni giorno della settimana un piccolo regalino, tutto questo in forma anonima, la mia sister è stata super divertente, ed ha rispettato al massimo tutti i temi, Motivational Monday, Tasty Tuesday, Wacky Wednesday, Thirsty Thursday e Fuzzy Friday.


Per chi non lo sapesse qui non esiste la befana, essi quella signora che pensavo girasse il mondo su una scopa, a quanto pare ha deciso che in America di dolci ce ne sono fin troppi tutto l'anno e i bambini non hanno bisogno di ulteriore zucchero. Così la famosissima calza, che in Italia corrisponde al calzettone di papà attaccato al camino, qui viene attaccata per il Natale con tanto di decori e lettera attaccata.

Così vi accenno il mio primo Natale americano, che mi ha nuovamente riempito di entusiasmo ed anche un po' di nostalgia....  





domenica 6 dicembre 2015

#47 Quarto mese, NUOTO.

Se chiudo gli occhi ancora mi sembra di essere su quel aereo, diretto a Montrose, un paesino di cui non conoscevo nulla se non il numero degli abitanti, non conoscevo neanche le persone che mi avrebbero ospitato. Da febbraio quando mi hanno assegnato la famiglia non ho mai smesso di sentirli, messaggi su messaggi, ma non conosci veramente le persone fino a quando non le incontri, non ci parli, in questo caso non ci vivi. 
Come non conoscevo loro, non conoscevo nessuno, nuova scuola, nuovi amici, nuova vita! 
I primi tempi è tutto nuovo, sapori, odori, costumi, usanze, e tu provi ad assorbire tutto, niente può placare la tua sete di conoscenza. Dopo qualche tempo tutto diventa quotidianità e inizi a cercare qualcosa che somigli a casa. Io quel qualcosa l'ho trovato, il nuoto... In Italia passo praticamente metà delle mie giornate dentro una piscina, ed ora in questo paesino, dove all'inizio non conoscevo nessuno, faccio parte di una squadra, una squadra di nuoto, e così le mie giornate assomigliano a quelle in Italia, scuola e piscina, piscina e scuola. 

Se avete mai amato uno sport o fatto parte di una squadra potete capire come mi sento! I miei capelli e la mia pelle sono tornati a profumare perennemente di cloro, e dopo neanche un mese di allenamenti, ogni giorno due ore, ho fatto la mia prima gara...

4 Dicembre, direzione Glenwood, tutto mi era famigliare, il bus con tutta la squadra, dove si passa il tempo a cantare, spettegolare, mangiare e dormire, tutto come al solito, anche se in testa non avevo colla di pesce e mollette che mi toccavano il cervello, non avevo trucco sugli occhi o sulla bocca e nessun sorriso a nascondere la fatica. Siamo arrivati tre ore e mezza di viaggio, ma eccoci qua.
La neve fuori dalle finestre della piscina e tu con una cuffia, un costume nero e gli occhialetti a far su e giù per riscaldarti. E così capisci che sta volta sei sola non hai sette ragazze intorno che si fanno il culo per il bene della squadra, sei sola e tutto dipende solamente da te stessa. 
Finisce l'allenamento e tutte le ragazze si riuniscono per fare il cheer, si urla ci si abbraccia, tutte le ragazze mi fanno l'imbocca al lupo e mi aspettano alle estremità della vasca, è il mio turno. Primo fischio, sistemo gli occhialetti, secondo fischio, salgo sul blocco di partenza e l'unica cosa che sento è il mio respiro e il battito del  mio cuore, conosco quei rumori, dettati da ansia e adrenalina, l'insieme perfetto per far si che i tuoi muscoli non ti abbandonino a metà vasca. Take your mark, assumi la posizione per tuffarti, ultimo fischio e via, la gara dei 200 misti abbia inizio, non vedi nulla non sai contro chi stai gareggiando, non sai se sei primo od ultimo, la tua testa ti dice solamente di andare il più veloce possibile, 50 delfino, 50 dorso e vedi tutte le tue compagne che ti fanno il tifo, 50 rana, senti i muscoli che iniziano a chiedere pietà e poi 50 stile, il mio preferito e dò il massimo, tocco il muro, mi giro e vedo il tabellone, primo posto... 

Questo è quello che mi riesce meglio, il mio antistress, stare in una vasca, e nuotare, mi da modo di ascoltare veramente i miei pensieri senza rumori esterni...  Penso che sono passati quattro mesi, mesi pieni di sentimenti che non sapevo neanche si potessero provare, mesi di crescita, mesi dove sperimenti ogni parte di te e ciò che scopri ti porta ad essere sicura, cosciente e determinata, perché ti stai conoscendo, conosci i tuoi limiti, le tue paure e i tuoi punti di forza. 

E poi tanto per raggiungere un altro piccolo obbiettivo di questi quattro mesi, seduta su quel bus, cuffiette nelle orecchie ascolti quelle canzoni che hanno sempre fatto da sottofondo alle tue avventure, ma ora quel sottofondo ha un testo, delle parole e tu puoi comprenderle. Ascoltando casualmente quelle canzoni, senti qualcosa di diverso, qualcosa che non avevi mai notato, le parole, che arrivano dritte chiare nella tua testa e le traduci senza problemi...

 

domenica 29 novembre 2015

#46 Thanksgiving nello Utah!

E' incredibile come in America possano esserci chilometri e chilometri di distese di terre aride, ed in questo nulla è così facile immergersi nei pensieri fissando un punto fisso.
Durante sette ore di macchina i pensieri sono stati molti, ma fortunatamente con la pancia piena prendere sonno non è molto difficile, e per questo ringrazio Cafè Rio, una catena di freschissimo cibo messicano...
 Un'insalata per prepararsi al grande pranzo del giorno successivo! Arrivati nello Utah come prima tappa avevamo un museo dei dinosauri, non potete immagine le facce contente dei bambini, un sogno che si realizza vedere dinosauri di tutte le misure!


Dopo il museo abbiamo iniziato ad avvicinarci alla città Salt Lake City, i palazzi, le luci, tutto illuminato, sembravo una bambina il giorno di Natale, dopo tre mesi in un piccolo paesino vedere tutto ciò èstato come un sogno, un mega regalo! Ed eccoci qua arrivati in hotel, dove ad aspettarci c'erano il papà, la step mum, e la sorella di Samantha. Affamatissimi ci siamo diretti in un famosissimo ristorante italiano.

Ti risalta subito agli occhi la parolina magica Alfredo, che dagli americani viene associata al cibo italiano, ma cibo italiano non è! indovina cos'è?... Ordino una parmigiana, super contenta di potere mangiare cibo italiano od una sottospecie, mi preparo ad accogliere quelle bellissime melanzane, ed ecco che arriva il piatto con una bellissima sorpresa...

Vi presento la  mia parmigiana, spaghetti scotti al sugo, con un quintale di parmigiano sopra accompagnati da pollo fritto con sopra pomodori e qualcosa simile alla mozzarella! STIAMO SCHERZANDO! Inizio a mangiare completamente delusa e mi viene posta la solita domanda, cosa ne pensi di questo cibo italiano? Con tutta la sincerità che ho in corpo rispondo, è buono, ma non assomiglia neanche lontanamente al cibo italiano! 

E con una grande risata, ci alziamo da tavola e ci dirigiamo in hotel, dove il comodissimo letto matrimoniale aspettava solo me! E il giorno dopo, l'atteso ingraziamento, un buon pretesto per abbuffarsi di cibo. L'ultima cosa che ho visto prima di cadere senza forze sul mio letto è stata questa bellissima vista...


E la mattina dopo una bella doccia, scendo e vado a prendere un caffè, si quel caffè che sa di acqua sporca, ma ne avevo voglia (e solo qui ho capito che le mie origini italiane si stavano fondendo con la cultura americana). E dopo quel caffè, tutti diretti verso il ristorante, entriamo e il grandissimo buffet attira la mia attenzione...

Questo è stato il primo dei tanti piatti accompagnato dal thanksgiving punch, che ha lo stesso sapore del succo d'arancia! 
E dopo il grande pranzo, direzione cinema per vere "good dinosaur, un cartone animato che ha commosso tutta la sala.

Durante il ritorno in albergo dal finestrino del truck ho visto decine di persone, homeless, che facevano la fila fuori dalle chiese per ricevere un pasto caldo e delle coperte, anziani, adulti, giovani ragazzi e bambini che potevano solo sperare che il calore di quel pasto potesse riscaldare da quella gelida notte! Non avevo mai notato tutto ciò prima, forse perché nel paese dove vivo non ci sono persone che chiedono le elemosina ai semafori, ma nelle città le grandi città questa grande differenza la noti subito... 

Giorno dopo il Black Friday, grandi sconti, persone pronte a fare a cazzotti per comprare ciò che vogliono! Ed il negozio più gettonato qual'è... Vittoria's Secret, buttafuori sulla porta che fanno entrare solamente quindici persone alla volta, un fila così lunga che non puoi neanche vederne la fine, così decidi di andare a prendere qualcosa da mangiare e bere e aspettare il tuo turno per entrare.

Gli occhi ti si illuminano appena realizzi che ce l'hai fatta! E con incapace di ragionare decidi di comprare ancora e ancora, un negozio dopo un altro, e mi ritrovo a litigare per un maglione con un ragazzo che voleva regalarlo alla fidanzata, dopo tentativi di comunicarci capisco che non parla inglese ma... ITALIANO e così il "vaffanculo dammi il mio maglione!" non poetavi essere trattenuto! E tra le risate ci si scambia il contatto Facebook, ma ho praticamente dimenticato il nome, perché ero troppo contenta di aver incontrato un gruppo di italiani nello Utah, ci facciamo un selfie, che non mi ha mai inviato...
Destinazione acquario, non sono un'intenditrice in materia, ma posso affermare che è molto bello...


Da vera americana vado a mangiare da Cheesecake Factory, e mi prendo un panino abnorme con tanto di cheesecake!
La sera termina con un piccolo giro al Tempio, considerato il Vaticano dei Mormoni.


Ci facciamo un giro e poi andiamo a vedere le strade perché sono state accese tutte le luci di Natale... 
Ultimo giorno sabato, una giornata passata sul letto in albergo, perché c'era una partita di Football, ma come non mi interessa il calcio non mi interessa neanche il football. Ma abbiamo concluso questa vacanza con una splendida cena in uno di quei locali giapponesi dove ti cucinano davanti, essendo un amante di cibo giapponese non potevo amare e apprezzare tutto ciò! 

E così termina la mia avventura nello Utah... 









martedì 24 novembre 2015

#45 Adolescenti che...

Immersa nella mia avventura americana, non mi resta che descrivervi i teenager cosa fanno in America.
Partiamo dal presupposto che Netflix, viene contemplato come una divinità, e quando dico che in Italia lo abbiamo solo da qualche settimana, con una faccia stupita mi chiedono cosa abbiamo fatto fino ad ora noi italiani, STUDIARE, noi italiani dobbiamo studiare per avere dei voti decenti a scuola! E quindi quello che loro chiamano "Netflix e chill" non rappresenta a pieno il nostro stile di vita! Questo hashtag che ora si trova ovunque nasconde due significati, il primo quello del relax in poltrona facendo binge watching con la nostra serie preferita, ed il secondo con il significato più malizioso è quello di voler guardare Netflix e coccolarsi con un'altra persona.

Ma un'adolescenza passata su un divano, non è il sogno di ogni ragazza, quindi che divertimento sia...
E così la mia domenica sera da adolescente americana è iniziata, cena in famiglia, clacson e subito corro fuori dalla porta, le mie amiche sono arrivate, entro in macchina, musica country a tutto volume, e direzione casa di H. per prepararci... In cosa consiste tutta la preparazione? niente in particolare, pettinarsi a vicenda e mangiare quintali di caramelle! 
E poi il Bowling ci aspetta, ci portano al tavolo della soda gratis, e così iniziamo a giocare, una, due, tre partite e poi le mie amiche ordinano i nachos. Abbiamo cenato, hanno mangiato caramelle e ora anche tre porzioni di nachos...
Terminate le partite con la mia vittoria, sette ragazze in una macchina cinque posti si dirigono in cerca di un posto per mangiare dove passare l'ultima oretta, sono le undici di sera ed è tutto chiuso,tranne Denny's, allora tutti dentro io ordino un milkshake e le mie amiche ordinano dei panini assurdi, alti un metro e mezzo accompagnati da anelli di cipolla fritta e l'immancabile soda! 
Ricapitolando: cena, quintale di caramelle, nachos, e un panino tutto con abbondanti bicchieri di soda! 

Come poi non amare l'America, dove tutto è abnorme, le città, le strade, le scuole, i pasti e le persone...

giovedì 12 novembre 2015

#44 Intervista

Ho voluto provare un esperimento, ho sempre parlato della grade differenza tra l'Italia e l'America, ma questa volta per farvi veramente capire ciò che intendo, vi ho portato una prova!
Ho posto le stesse domande a due ragazze, una italiana e una americana, hanno la stessa età, frequentano entrambe l'ultimo anno di liceo, e sono due mie amiche!
Viviana, che sarà indicata con una I, e McKenzie con una A!


1. Come ti comporti con il tuo ragazzo in pubblico?
I: Non credo che ci sia un comportamento che riservo solo al mio ragazzo, non vedo nessun problema ad abbracciarlo o a scambiarci baci in pubblico.
A: Solitamente ci si comporta come se fosse un amico, è molto scortese, baciarsi in pubblico.  

2. Cosa fai nel tempo libero per divertiti?
I: Uscire con le mie amiche, con il mio ragazzo, andare a mangiare una pizza, fare shopping con mia madre, guardare un film in compagnia, o perché no una bella serata in discoteca.
A: Divano, dolci e Netflix! (per chi non sapesse cosa sia Netflix è tipo Sky).

3. A quanti anni lascerai casa per andare a studiare? 
I: Forse è ancora troppo presto per parlare di lasciare casa dei miei genitori.
A: Dopo la graduation si hanno tipo due o tre mesi di tempo per ordinare il tutto e andarsene! Finita l' high school si è OUT!

4. LA religione influenza molto la tua via?
I: Non penso di potermi dichiarare una ragazza credente e praticante, come molti degli italiani, ricordo a stento anche l'ultima volta che ho messo piede in chiesa. Non mi metto a dire che non esista qualcosa di più grande, qualcosa dopo la vita terrena, forse a quel qualcosa ci credo anche io. Ma posso affermare che non credo nella chiesa, come si può crederci quando, un prete, parroco o chiunque esso sia, afferma che: non si può comprendere l'omofobia, ma si può comprendere la pedofilia, perché è giusto che un prete ceda a dare affetto a dei bambini che lo richiedono.
A: Il mio è un paese fortemente religioso, la domenica si va in chiesa e ci si veste al meglio per ringraziare Dio. A seconda della religione in cui credi, avrai delle regole più o meno ligie da rispettare.

5. Cosa pensi della scuola?
I: La scuola dovrebbe aiutare gli adolescenti a costruire un piano di studi per il futuro, dovrebbe schiarire le idee, e preparare per gli studi futuri. Credo che le scuole italiane molte volte perdono di vista questi obbiettivi, e ne è una prova anche la grande percentuale di analfabetismo funzionale, che regna nel nostro paese.
A: La scuola è praticamente tutto il mio mondo, finiti gli anni della high school è come se finisse un sogno.

6. Come ti comporti quando provi interesse per un ragazzo?
I: Cercherei di farmi notare, ma senza diventare troppo sfacciata.
A: In America si hanno due tipi di ragazze: quelle che non perdono tempo, e quelle che non parleranno mai al ragazzo che le piace perché risulterebbe poco adatto al comportamento di una ragazza.IO appartengo alla seconda specie!

7. Cosa vuoi fare dopo il liceo?
I: Come ogni ragazzo della mia età, non ho le idee molto chiare sul mio futuro, le incertezze sono molte.
A: Voglio andare al college e mi prenderò i primi due anni di studi generali per pensare e riflettere cosa voglio studiare, e poi mi trasferirò nuovamente secondo la facoltà che si vuole scegliere! Oppure puoi semplicemente andare a lavorare.

8. Ogni giorno, abbracci le tue amiche? 
I: Ogni giorno proprio no, ma ho comunque un legame molto forte.
A: No, mi limito a chiedere "whah's up".

9. Hai amici in prevalenza maschi o femmine?
I: Il loro numero si equivale, ma forse le amiche sono di più. 
A: Femmine!

10. Cosa pensi degli adolescenti che fumano e bevono? 
I: Nell'età adolescenziale è giusto che si facciano nuove esperienze, usando sempre responsabilità e maturità, senza far diventare ciò che vengono visti dei piccoli divertimenti, delle vere e proprie dipendenze!
A: Gli adolescenti che fumano e bevono sono veramente pochi...Ma credo che oltre ad essere illegale sia anche pericoloso:

11. Cosa pensi degli adolescenti che fanno uso di droghe?
I: Sono scelte che un adolescente compie, non è obbligatorio che si faccia uso di droghe, sigarette e alcool, ma la cosa può essere una semplice esperienza che non deve assolutamente diventare un abitudine o tanto meno una dipendenza.
A: Se per droghe si intende marijuana, non vedo quale sia il problema, è illegale fino ai 21 anni, ma avendola legalizzata non credo che danneggi la salute!

12. Hai fiducia nel tuo governo? Cosa pensi riguardo ciò? 
I: Sto trovando la parola giusta per descrivere il governo in Italia, vorrei dire che va letteralmente a put*tane, ma per essere meno volgare preferisco dire che è una merda!
A: Ho molta fiducia nel governo, e seguo attentamente la politica, per prepararmi a votare il prossimo anno!

13. Sei orgogliosa di essere Italiana/Americana?
I: Orgogliosa è un parolone! Vado fiera delle nostre origini, il cibo, i passaggi fantastici, le grandi città. Ma per quanto riguarda la vita politica e la condizione delle scuole italiane, proprio no!
A: Sono molto orgogliosa!

14. Ringrazi per essere nata nel tuo paese o volevi nascere altrove? Se si, perché?
I: Per quelle poco cose che vanno bene sono orgogliosa di essere nata in Italia, ma anche un bella casa in qualche isola da sogno non mi dispiacerebbe!
A: Vivo fin da piccola negli Stati Uniti, credo sia il paese migliore del mondo, oltre ad essere una delle grandi potenze mondiali, è anche molto bella da visitare!

15. Rapporti sessuali prima o dopo il matrimonio?
I: Prima.
A: Dopo.

16. Qual'è il tuo cibo preferito? Quale mangi più spesso? 
I: Io amo mangiare, e ciò rende la scelta del cibo preferito molto difficile, ma da vera italiana non potrei fare a meno di un bel piatto di pasta.
A: Il chili è il mio piatto preferito, ma mangio hamburger 4 o 5 volte a settimana!

17. Cosa pensi dello sport? Che sport fai?
I: Lo sport ti cambia veramenete la vita se fatto con la passione, e non solo per tenersi in forma. Nuoto Sincronizzato!  
A: Lo sport è un modo per far parte della scuola! Faccio cheerleader, ma negli altri trimestri cambio, no mi focalizzo mai su uno sport solo.

18. Che musica ascolti? Prevalentemente in che lingua? 
I: Ascolto vari generi di musica, che possono variare da italiana, americana, spagnola.
A: Katy Perry, Taylor Swift, solamente musica americana.

19. Un capo vestiario al quale non potresti rinunciare? 
I: La camicia assolutamente.
A: Il cappotto assolutamente non voglio morire congelata.

20. Che scarpe vanno di moda nel tuo paese?
I: Converse, Nike, Vans, Adidas, Dr. Martens.
A: Gli stivali da cawboy, sono i più utilizzati, la durante l'estate usiamo i saldali.

21. Com'è il rapporto con i tuoi genitori? Ci litighi spesso? 
I: Con la crescita le litigate sono migliorate, a volte si discute, ma per cose sciocche!
A: Le litigate derivano tutte dalla mia andatura a scuola, che a parer mio non è male, ho una media della C+.

giovedì 5 novembre 2015

#43 Terzo mese.

La sveglia fissa alle sei di mattina, un trauma ogni volta, con gli occhi ancora chiusi per il troppo sonno allungo una mano e cerco il telefono che non smette di suonare, e poi di nuovo la calma, posso sentire il mio respiro, il battito del mio cuore e la pioggia, che spesso accompagna le mie mattine. 
Pantofole, felpone e mi trascino in cucina, niente caffè, il tè mi dà il buongiorno, cerco di riscaldare l’acqua nel microonde, senza fare rumore perché dormono tutti, e in questo timido silenzio d’autunno ogni mia mossa risulta essere un grande frastuono! 
Con la tazza ancora calda tra le mani, mi trascino in bagno, indosso i miei vestiti, jeans con sotto leggins, maglietta, felpone e calzettoni. Mi guardo allo specchio, cerco di scorgere tutti i cambiamenti che le persone dicono di vedere in me, ma niente, sempre la solita ragazza che odia la mattina, che preferisce non mettere make-up sulla faccia per andare a scuola, e quei capelli che hanno una forma imprecisa, incerta, generica. 
Dopo il bagno… la colazione, vasta scelta, latte e cerali, pane e miele o waffols e succo d’acero, e la domenica un bellissimo donut al cioccolato, proprio come quelli dei Simpsons. E poi preparo il pranzo, panino con burro d’arachidi e marmellata o panino con il tacchino, yogurt e banana. 
Cappotto che lascia intravedere solo i miei occhi, zaini in spalla, quello per la scuola, quello per lo sport e quello del pranzo! Prima di aprire la porta, prendo il telefono e guardo il meteo, meno tre gradi, meno cinque gradi, oggi piove, domani nevica, ma comunque consapevole che mi aspetterà un inverno con meno trenta gradi.
Apro la porta, che in questa fredda mattina scricchiola, spero di non aver svegliato nessuno, e poi la richiudo alle mie spalle, cuffiette nelle orecchie e i Linkin Park, i Cranberries, i Green Day e i Red Hot Chili Peppers, fanno da sottofondo ai miei pensieri, respiro quest’aria fresca, e mi guardo intorno, un tappeto di foglie gialle a terra, alberi che dipingono il paesaggio di giallo, arancione e rosso, e dietro di essi niente mare, ma montagne, montagne oramai ricoperte di neve bianca. 
Il mare mi ha sempre dato la sensazione dell’infinito, della libertà e delle spensieratezza, ma le montagne è come se ti abbracciassero, spesso le associo ai nonni, con tutti quegli anni alle spalle, quando le guardi da lontano hanno quell’aspetto molto semplice, modesto, ma all’interno nascondono grandi meraviglie. 
Tra un pensiero e l’altro è arrivato il bus, il bus quello giallo come nei film, mi siedo e spesso mi lascio dondolare per poi cadere in un lieve sonno. 
Apro gli occhi e sono a scuola, quella scuola che le prime settimane sembra super, fantastica, mitica, ma ora è semplicemente una scuola, la mia scuola. Stessa routine, stesse classi, stesse persone, tutto oramai è parte di me, ultima campanella…
Ancora una volta la mia mente è invasa da un flusso di pensieri, che sembra interrompersi alla fine degli allenamenti, quelli allenamenti che non farebbero faticare neanche una bimba di due anni, ma comunque…
Macchina e poi casa, ogni volta mi soffermo due tre secondi a fissare la porta di casa, e leggo il piccolo post-it “ Lasciare le scarpe fuori”, ora è un’abitudine come tante, fa parte della mia vita, del mio quotidiano, come lo fa parte questa casa, la famiglia, il cane e il gatto. 


Questo è il traguardo dei tre mesi, nel quale voglio evidenziare il fatto che tutto è diventato parte della mia vita, della mia quotidianità, non è più qualcosa che vivrai solo per dieci mesi. Ci sei tu che fai i conti con il tempo, a volte vorresti che finisse tutto, a volte vorresti che non passasse mai, le lancette dell’orologio che a volte sembrano correre, vi prego fermatele, ed altre sembrano immobili, fatele ripartire subito! 

domenica 1 novembre 2015

#42 Halloween

E' arrivato il giorno delle streghe, dei fantasmi, degli zombie, dei trick or treat (dolcetto o scherzetto)  delle zucche che assumono facce spaventose! Ed è arrivato anche per me il momento di festeggiare il famosissimo Halloween Americano!
E' nella lista dei desideri di molti, ed ora ha una bella spunta sulla mia.
Come prima cosa non deve mancare la zucca "pumpkin", che ho comprato in un pumpkin patch.




Un campo abnorme, con tantissime zucche e tu devi cercare la tua, quella che vorrai intagliare, puoi sceglierne una dalla forma allungata, oppure schiacciata, con dei bozzi qua e la, oppure con la forma perfetta, l'importante che non sia marcia.

Perché dopo all'incirca una settimana, dipende da quando acquisterai la zucca, dovrai intagliarla, di solito viene intagliata uno o due giorni prima di Halloween per evitare che si rovini. Io la mia l'ho intagliata, e sono molto soddisfatta del risultato. Tutti intorno al tavolo, tovaglia, coltelli e via! Puoi intagliarla, dipingerla o attaccarci stickers. L'importante è che ti piaccia! Io la mia l'ho intagliata, ma ad esempio la mia host mum, l'ha dipinta.
Ora vi mostro le pumpkins della famiglia.



La mia è la terza a partire da sinistra, credo che come primo tentativo non sia niente male... Ma comunque Halloween non si conclude qui! Ci sono tutte le decorazioni per la casa, alcune case sono davvero molto addobbate, dolcetti ovunque, spuntano da ogni cassetto.

E poi c'è il giorno che tutti ci mascheriamo a scuola, c'è chi come al solito fa l'alternativo e non si maschera perché lui oramai è troppo grande per questo, e c'è chi, invece di vestirsi si spoglia! Tutti posteranno lo stesso post su Facebook, dove diranno che le ragazze utilizzano Halloween per mascherarsi come delle troiet*e, le ragazze puntualmente criticheranno altre che hanno due stracci di numero addosso: top, culotte e tacchi! Non notando che sono vestite praticamente nello stesso modo, ma con colori diversi perché una è rossa perché fa il diavolo, una bianca perché fa l'angelo e una nera che fa la gattina!
E poi ci sono i costumi, che sono una cosa fantastica, si vedono dei trucchi elaboratissimi, temi e costumi che non potevano essere realizzati meglio. Io ho preferito stare in un'altra categoria ancora... Che non so come chiamare, ho semplicemente comprato una maglietta di batman, comprato il tool e fatto un tutù! Questi tipi di costumi sono abbastanza gettonati perché non ci devi spendere cento dollari, ma sono carini!



Questa sono io con le mie amiche, evviva i tutù ahahah! Calcolate che ho conosciuto tantissime ragazze per il semplice fatto che tutte indossavano dei tutù! 

Dopo la scuola, sono andata a festeggiare con le ragazze della chiesa, una cosa carinissima, tutti erano mascherati, adulti, ragazzi, anziani, bambini, ed abbiamo cenato tutti insieme, nella palestra della chiesa. E poi invece di fare il solito "trick or treat" , abbiamo fatto "truck or treat"...
In che cosa consiste praticamente, tutti aprono il cofano della loro macchina, e i bambini passano macchina per macchina per chiedere i dolcetti, ed io ero una di quelle bambine hahaha! 


Sabato sera invece, si sono mascherati solo i bambini, e siamo andati a chiede trick or treat, hai vicini, che cono una dolcezza e disponibilità invidiabile, hanno riempito i bambini di dolcetti!

Questo è stato il mio primo Halloween, se sarà l'ultimo non lo so, ma comunque è una di quelle cose che devi assolutamente provare!

domenica 25 ottobre 2015

#41 Senior Night.

23 ottobre ultima partita di football, un freddo pungente che ti penetrava fino a lasciarti immobile con naso e orecchie congelati. Due gradi ed io con tuta da cheerleader, tre magliette, due pantaloni, due calzettoni e due pon-pon in mano che cercavo di muovermi il più possibile per non ibernare.

Ma cosa più importate quella notte non rappresentava solamente l'ultima partita in casa, ma anche la Senior Night: di solito nessuno sente mai parlare di questa celebrazione, io non ne conoscevo l'esistenza fino alla mattina stessa. Ma comunque vi spiegherò cos'è...

Nella mia scuola a festeggiare sono solo i senior che fanno parte delle cheerleader e dei giocatori di football, prima dell'inizio della partita i compagni di squadra formano un grade tunnel, che ogni senior attraverserà con i propri genitori, quando verrà chiamato il proprio nome.
"Ilisa Vinnicola" (Mai una volta che venga detto correttamente) cammini, foto e un piccolo pensierino: una maglietta con scritto We are part of it. Now we will remember it forever. 

Nonostante ciò è una notte un po' triste la gente piange e si abbraccia, perché questo sarà il loro ultimo anno di high school. Quando io farò il mio ultimo anno di superiori, sappiate che non vedrete una lacrima!
Ma comunque tornando a noi... Ogni ragazzo in America spende quattro anni della propria vita, a scuola, i suoi amici sono a scuola, lo sport che praticano fa parte della scuola, loro sono la scuola. Quindi per loro diplomarsi e lasciare il paese per andare al college è come dire addio a tutta una vita.
La popolarità, i balli, la mensa, gli amici... Per loro gli anni più belli saranno sempre quelli passati nella high school!

Potrete pensare che anche per noi italiani quelli sono gli anni più belli, ma noi li ricordiamo perché si fanno le prime avventure, le prime esperienze, non perché tutte le mattine ti svegliavi alle 5 di mattina per farti i capelli, truccarti e vestirti per essere la ragazza più cool di tutta la scuola!
Io la mattina in Italia mi alzo mi lavo la faccia e prendo la prima felpa che mi capita e il primo paio di  jeans, altro che popolarità!

In America no! Tutti si ricorderanno a vita la ragazza più carina della scuola, il ragazzo più cool, e tutti avranno presente a quale gruppo sociale appartenevano! Se erano degli sfigati, lo saranno per sempre anche se otterranno il lavoro dei loro sogni, rimarranno sfigati. La ragazza cool, che ha passato tutta l'adolescenza dietro il trucco, i capelli e sigarette, quando si ritroverà a lavorare al McDonald's, penserà di essere sempre la ragazza carina!

Questa è una delle tante tristi verità riguardo l'America!

Ma riguardo questa Senior Night, l'unica cosa che ricorderò sarà quel fantastico bagno bollente, e quello tazza di tè. Che mi hanno fatto dimenticare il freddo che ho patito quella sera!

giovedì 22 ottobre 2015

#40 Ciò che non tutti sanno sul mondo Americano...!

Piccole curiosità sul mondo Americano, alcune ti faranno ridere, altre ti lasceranno perplesso, ma comunque saranno delle novità che ti faranno capire la mentalità degli Americani!

✐ Le persone più povere quando hanno le carie ai denti, usano capsule d'argento, perché sono molto meno costose di quelle bianche. Ed è molto facile trovare bambini che hanno almeno una decina di denti d'argento.

✐ Non è strano che la gente muoia a sessant'anni, e quando ho detto che mio nonno ne ha ottanta pensavano fosse un miracolo!

✐ La pizza con l'ananas, non è solamente un grandissimo oltraggio per tutti gli Italiani, ma esiste anche in due variazioni: Pizza margherita, prosciutto e ananas e Pizza ai canditi, bacon e ananas. Potete benissimo tirare ad indovinare quale faccia più ribrezzo, perché io non ho la minima intenzione di assaggiarla!

✐ In ogni film gli alieni atterrano sempre in America, se chiedete ad un Americano il perché, vi risponderà che loro sono la forza più potente sulla Terra ed è normale che gli alieni si scontrino con loro e non con le persone che vivono nel Burundi.

✐ Nessuno usa macchine con il cambio manuale.

✐ Lo slip da uomo che noi Italiani usiamo per andare al mare, dagli Americani è visto come qualcosa di bizzarro, quindi se state per partire per l'America comprate un costume normale, se non volete che pensino che siate degli idioti!

✐ Se superate i venti giorni consecutivi di assenza a scuola dovete pagare una multa di 1000 $! 

✐ I professori postano online tutte le lezioni, quindi la scusa, il cane mi ha mangiato il compito non funziona più!

✐ In una pizzeria se trovate scritto Pizza with Pepperoni, non è pizza con le verdure, ma corrisponde alla nostra Diavola.

✐ Gli Americani credono che andare al McDonald's e ordinare un hamburger e patatine fritte sia salutare perché è solamente carne e patate! Poi non vi lamentate se morite a sessant'anni.

✐ In Colorado per uccidere un alce si deve pagare una tassa di quaranta dollari, quindi molte persone vanno a caccia per risparmiare soldi sulla carne.

✐ Se avete lo stomaco sotto sopra e avete l'influenza intestinale, scordatevi il riso lesso in bianco e il tè, perché qui in America vi faranno mangiare crackers e Sprite!

✐ Molte persone non hanno mai visto la banconota da 2 $. 

✐ Mentre un Italiano usa milioni di aggettivi: bellissimo, fantastico, spettacolare... Gli Americani useranno sempre e solo Awesome!

✐ Basta scrivere il nome Armando sugli alimenti per far credere ad un Americano, che siano prodotti Italiani, ma in Italia neanche esistono. 

✐ Se state cuocendo i spaghetti il modo per vedere se sono cotti è tirarne uno al muro! 

✐ Non metterebbero mai würstel e patatine fritte sulla pizza. 

✐ Non danno mai del lei: Su questo troverete due scuole di pensiero, chi dice che non danno del lei perché ci sono meno distinzioni in classi sociali, e credono molto nell'uguaglianza. E chi dice che è una cosa acquisita dal passato, perché nell'inglese antico "tu" si diceva "thou", mentre "voi" era "you" e quindi loro non danno del "tu" ma del "voi"!

✐ Nello Utah c'è una legge che ti permette di tenere armi nucleari dentro casa, ma che non puoi farle esplodere.

✐ Nel New Jersey è vietato indossare giubbotti antiproiettile mentre si commette un omicidio. 

✐ In Arizona è illegale abbattere un cactus, si rischiano 25 anni di prigione. E nella contea di Mohave chi viene sorpreso a rubare sapone può essere condannato a lavarsi fino all'esaurimento della saponetta! 


C'è ne sono molte altre che forse pubblicherò in un secondo post #Curiositàsull'America!
Hanno leggi e pensieri assurdi, che ti fanno rimanere senza parole oppure ti fanno ridere, ma nel caso della pizza ti fanno solo perdere l'appetito!


mercoledì 21 ottobre 2015

#37 Secondo mese!

Oggi sei ottobre sono passati perfettamente due mesi da quando ho messo piede sull'aereo per Denver e successivamente per Montrose.
Sono cambiate tante cose da quel giorno, e per prima sono cambiata io, ciò che prima risultava essere un problema ora non lo è più, ciò che prima era importante o non lo è più o ha acquistato importanza. Se prima non uscire la sera o stare un giorno senza vedere gli amici era la cosa più brutta del mondo, ora quando sono sola, sono felice, ho imparato a star bene con me stessa, a comprendermi, ad apprezzarmi.
Prima agivo sempre istintivamente ora penso prima di agire o di parlare, ascolto, ho imparato a non dire mai no, qualsiasi cosa mi viene proposta non mi tiro mai indietro ed ho fatto esperienze fantastiche. 

Non dò più niente per scontato, un sorriso, un abbraccio, un saluto. Non dò per scontato che quando arriverò a casa, stanca dopo l'allenamento, dopo la scuola, alle nove di sera troverò la cena pronta, non dò per scontato che la famiglia sia sempre disponibile per portarmi o venirmi a riprendere secondo i miei impegni. 

Ho imparato a lottare per ciò che voglio, ho imparato che io sono tutto ciò di cui ho bisogno, che la mia felicità dipende esclusivamente da me stessa, non dalla scuola, non da un brutto voto, non da un'amico, non da un ragazzo! La mattina alzati dal letto e sorridi allo specchio, fiera di te stessa e di ciò che stai costruendo, e in quel momento capirai quanto stai crescendo e quanta forza hai. Nessuno potrà toglierti la tua felicità. 
Ho imparato a dimostrare le cose a me stessa e non agli altri, ho imparato che se vinco ad una gara lo faccio per dimostrare a me stessa che posso farcela e non per mostrare agli altri che io l'ho fatto e loro no! Ho imparato a studiare per me stessa e non per prendere un voto. Il voto è solamente un'etichetta, una delle tante che le persone ti assegneranno, senza conoscerti senza sapere chi sei! 

Dopo due mesi sono riuscita a fare ció che prima sembrava impossibile e sono solo all'inizio del mio percorso, percorso che affronteró da sola, e quando cadró mi rialzeró ancora più forte di prima, orgogliosa di ciò che sto diventando. 

Sto vedendo pian piano i miei miglioramenti, gli obbiettivi superati ponendone di nuovi sempre più duri. Una delle cose che mi ha stupito che ora penso in inglese, quando sbatto il mignolo allo spigolo del mobile la parolaccia pronunciata dalla mia bocca è in inglese e quando mi chiedono di parlare in italiano devo pensarci non mi risulta più spontaneo come all'inizio. 

Questo piccolo post per festeggiare i primi due mesi di questa esperienza che mi regala ogni giorno cose nuove. 

sabato 17 ottobre 2015

#39 HERE FOR WIN!


HERE FOR WIN! 

Qui per vincere!... La frase che mi ripeto tutte le mattine appena mi alzo e la sera prima di andare a dormire, la frase che ci dovremmo ripetere tutti i giorni e non solo quando si sta affrontando una situazione in particolare. 
Si dovrebbe sempre combattere per emergere, per non essere uno dei tanti, per essere la scelta ovvia, se fai qualcosa impegnati, dai il tuo meglio, vinci! Ma se non dovessi riuscirci, riprovaci a testa alta, sbagliando imparerai a farcela! 

Sono qua per vincere, contro la me stessa che pensava che non ce l'avrei fatta e contro tutte quelle persone che non hanno mai creduto che sarei arrivata fino a qui, ed ancora continuano a pensare che non sono all'altezza di questo viaggio, rimanendo  indifferenti delle mie vittorie e dei traguardi raggiunti! 
Molti sperano che io non riesca ad affrontare lo stress, le difficoltà, e che cada difronte ad un ostacolo senza riuscire ad alzarmi, per poi imbarcare i miei bagagli su quell'aereo prima del tempo!
Queste persone non mi conoscono, non sanno che combatterei fino all'ultimo con tutte le mie forze, che dopo ogni sconfitta sono pronta a rialzarmi per poi cadere altre mille volte.

Non vedrete mai quando abbraccio un cuscino perché sono stanca e l'unica cosa che vorrei fare è piangere, ma vi sarà mostrata solo la parte vincitrice, il sorriso, vedrete le cicatrici senza sapere da cosa sono state create.
L'unica volta che mostro le lacrime è quando mia nonna mi dice che è la mia follower numero uno, che legge tutto quello che scrivo, vede tutte le mie foto, e si fa stampare le pagine del mio blog per rileggerlo ogni qualvolta mi sente lontana, e mio nonno che scorrendo lo sguardo su quei fogli riesce a stento a trattenere le lacrime! Quando i miei genitori mi scrivono che sono orgogliosi di me, e me lo dicono anche nei momenti peggiori, quelli in cui vorrei solamente mettermi sotto una coperta e mangiare!
Quando mia sorella mi racconta come vanno gli allenamenti, e dei suoi obbiettivi raggiunti.
Quando tua zia ti chiede di raccontagli i dettagli più intriganti della tua avventura, ma... qui di intrigante non c'è un bel niente ahahaha!
Quando la mia squadra, con la quale ho condiviso ogni minima cosa per sette anni, mi scrive che il mio posto sarà sempre libero e che loro mi aspettano, e che nonostante tutto gli dispiace che in America non ci sono i figoni che tanto speravamo!

Questi sono i momenti in cui mi sento veramente debole, è come se avessi voltato le spalle alla vita costruita in 16 anni, per ricominciarne un'altra di soli dieci mesi! Ma grazie a tutte queste persone so che non ho perso nulla ma ci ho solo guadagnato, oltre a tutte le fantastiche esperienza che questa seconda vita mi sta dando, anche la certezza che ho persone che mi vogliono bene, nonostante i 10,457.34 km che ci separano!